Bitcoin è RISERVA: Che succede ora?
Bitcoin diventerà riserva USA eppure i prezzi crollano, perché?
Immagina di svegliarti un giorno e scoprire che l’intero sistema finanziario come lo conosci è stato ribaltato. Il dollaro perde di interesse, le banche tremano e Bitcoin diventa riserva degli stati affianco all’oro. Fantascienza? Forse no.
Bitcoin sta vivendo il suo momento da protagonista in una guerra silenziosa fatta di politica e speculazione e se credi ancora che il mercato segua regole prevedibili e cicli precisi, beh forse è ora di ricredersi.
In questo articolo analizzeremo cosa sta succedendo sui mercati e soprattutto come le politiche Statunitensi stiano per riscrivere totalmente la storia economica globale.
Il Fattore Trump e la Crypto-Riserva
Correva l’anno 2020 quando Trump dichiarò: “Se Bitcoin arriva a 100.000$, lo bandirò.” Bene, Bitcoin ha raggiunto quella soglia ma è ancora qui. Non solo, è anche immerso in decisioni sempre più politiche.
Forse il Bitcoin degli albori era immune alle manovre governative, ma oggi, almeno nel breve termine, le cose sembrano diverse. Trump parla e i mercati (compreso quello crypto) rispondono.
Gli USA come un burattinaio, stanno letteralmente giocando con i mercati e ogni dichiarazione di Trump, sposta ogni giorno miliardi.
Ma c’è di più. Cosa succederebbe se domani venisse per esempio annunciato un accordo commerciale con la Cina, il Messico o l’Europa? Se ci si accordasse per i dazi.
E se la guerra in Ucraina si concludesse improvvisamente? Non importa quanto si possa essere “ribassisti”, i mercati esploderebbero.
Viceversa, in caso di crisi e tensioni, non importa se questo è l’anno in cui Bitcoin deve colpire i $200k, semplicemente non succederebbe.
Questo è per dirti che non importa più ciò che stato, ma solo ciò che sarà da adesso in poi. Lo scenario macro influenza l’andamento dei mercati, è così e non possiamo farci nulla.
Cosa succede ai mercati? Trump “crasha” tutto
Prima di analizzare Bitcoin, è importante prendere atto di ciò che sta succedendo sul mercato. Uscirà un articolo molto più dettagliato in tal proposito, ma per ora posso farti un’anticipazione: Trump sta AFFOSSANDO i mercati.
Al momento della stesura di questo articolo, l’S&P 500 ha toccato uno sconto superiore al 10%, poi riassorbito di qualche punto.
Ora non possiamo parlare di bear market, ma di una normale correzione, ma bisogna vedere come propagherà nei prossimi giorni, soprattutto dopo l’annuncio di Trump che “non esclude” che si possa entrare in recessione a breve.
Ed è proprio questo che voglio sottolineare: hai notato che ogni volta che il buon Donald ne spara una, i mercati reagiscono?
Bene, non è casuale. Non è casuale che ora sia arrivato a parlare di “recessione” potenziale, nonostante non ci sia alcun segnale a riguardo.
Molti credono che Trump stia uccidendo l’economia, ma non è così, anzi è l’esatto opposto. Il suo obiettivo è abbassare il deficit/Pil sotto il 3%, avere una crescita del 3% l’anno e aumentare di 3 milioni di barili di petrolio al giorno la produzione.
Eppure sembra fare il contrario. Per capire cosa stia succedendo dobbiamo fare un passo indietro, perché la manovra in atto è estremamente delicata.
Approdato alla Casa Bianca Trump ha subito chiesto un taglio dei tassi di interesse alla FED. La FED ha rifiutato per evitare un esplosione dell’inflazione a malapena sotto controllo.
Ecco che è dunque partita l’operazione di Trump per “indurre” la FED a tagliare i tassi. Come farlo? Beh affossando i mercati.
Infatti se guardi per esempio ai bilanci delle aziende o i dati sulla disoccupazione, non c’è segnale negativo da giustificare un crollo, eppure i mercati stanno precipitando.
L’unico modo di indurre la FED a tagliare i tassi, è attraverso un crollo o se vogliamo una “recessione” artificiale.
Ecco a cosa punta Trump con i dazi e tutte le altre manovre e annunci di questi mesi: creare paura negli investitori e rallentare il mercato, che comunque solo l’anno scorso ha siglato oltre 20 nuovi massimi!
La manovra è geniale, infatti portando gli investitori a tirare via liquidi dai mercati e portandoli magari sui bonds governativi, gli USA saranno in grado (nel caso di taglio dei tassi) a “rifinanziare il debito”, lanciare nuovi prestiti a tassi più bassi e stimolare le aziende a contrarre prestiti per crescere ulteriormente.
Questa è la partita in atto, e fintanto che la FED non abbasserà i tassi, Trump continuerà a spingere a ribasso i mercati.
Livelli Chiave di Bitcoin e Scenari Possibili
Ora veniamo ai numeri. Chi mastica analisi tecnica sa che il doppio top è un pattern che solitamente prelude a una correzione ma attenzione, il mercato non è mai così prevedibile, soprattutto negli ultimi periodi.

Molti urlano che il top di questo ciclo è stato fatto, però le analisi onchain mostrano che siamo in realtà ben lontani dal top come visibile nei due grafici qui sotto.
In entrambi i casi siamo lontani dall’area rossa e questo lascia intendere che ancora il vero top non sia stato fatto, ma attenzione, ciò non significa che non si potrà scendere ulteriormente!
Bitcoin ora sta lottando in area $84k-$86k, mantenendosi saldamente sopra gli $80.000 e in particolare sopra i $75.000, ma se fallisse questo supporto chiave, sarebbe possibile assistere ad un ulteriore sconto del 15-20%, che ci porterebbe in area $55k-$65k.

Tutto dipende ancora una volta da quanto ancora la FED attenderà per tagliare i tassi di interesse e quindi quanto ancora andrà avanti il crollo artificiale dei mercati.
Certo man mano che i mercati scendono diventa sempre più interessante accumulare, in particolare se si dovesse tornare in area 50.000 dollari, beh ci troveremmo Bitcoin con uno sconto del 50%! E non oso immaginare di quanto potrebbero essere scontate in questa eventualità le Altcoin.
Ora però la questione non è indovinare se salirà o scenderà, ma capire se il tuo portafoglio è preparato.
Sei pronto a un ulteriore calo del 20-30%?
Ma soprattutto, hai abbastanza liquidità per approfittare delle opportunità che potrebbero crearsi nelle prossime settimane e mesi, senza essere costretto a vendere in perdita?
Il Segreto? Mai Essere All-In
La regola d’oro è sempre la stessa: mai essere all-in. Chi resta senza liquidità nel momento sbagliato finisce per perdere il gioco.
Meglio guadagnare un po’ meno, ma essere sempre pronti a tutto, con una parte liquida da usare per far fronte proprio a situazioni come queste.
In un mercato che cambia così velocemente, l’unica certezza è che l’incertezza regna sovrana. E quando l’incertezza regna e il caos è all’ordine del giorno, è in quel momento che si fanno gli affari migliori!
Approfitta di questi momenti per capire come impostare il tuo portafoglio per il futuro, non pensare a breve termine, pensa a lungo termine.
Non focalizzarti sull’analisi tecnica o sull’analisi ciclica, studia ciò che succede là fuori, studia come le persone si approcciano al mercato in un dato momento, studia come reagire agli eventi.
Questo fa la differenza tra un investitore di successo e un improvvisato che perderà solo soldi.
(P.s. Se ancora non avessi visto il video, lo trovi qui sotto!)




