I ricchi VENDONO: il COLLASSO dei MERCATI è vicino?
I ricchi vendono, cosa sanno che noi non sappiamo?
340 miliardi di dollari: è questa la somma record detenuta da Warren Buffett e dalla sua Berkshire Hathaway, un livello mai raggiunto prima. Per comprendere l’entità di questa cifra, basti pensare che nel 2019 Berkshire aveva “solo” 122 miliardi in cassa. Oggi, questa liquidità rappresenta più del 50% del portafoglio complessivo della holding, superando addirittura gli investimenti in azioni.
Ma cosa significa per il mercato questa strategia prudente? E soprattutto, cosa potrebbe suggerirci del futuro economico?
Buffett e il suo stile di investimento: un maestro della pazienza
Buffett non è nuovo a strategie di accumulo di liquidità durante periodi di incertezza o euforia di mercato. Analizzando il suo storico, emerge un modello ricorrente: incrementare la liquidità quando il mercato si surriscalda per poi reinvestire in momenti di crisi.
Come puoi vedere nell’immagine qui sotto, è successo nel 2001, durante la bolla delle dot-com, e nel 2008, con la crisi finanziaria globale. In arancione vedrai l’S&P 500 e le barre nere sono l’ammontare di dollari cash di Berkshire. Man mano che i prezzi dell’S&P 500 salgono, la liquidità di Buffet aumenta e viceversa scende, suggerendoci che si muove al contrario rispetto l’S&P 500, cioè vendendo quando sale e ricomprando quando scende (ovviamente non sempre).
L’attuale ammontare record di liquidità potrebbe quindi essere un segnale di cautela da parte del "L’Oracolo di Omaha" o semplicemente una parte normalissima della sua strategia? Buffett ha spesso dichiarato che non cerca di prevedere i mercati, ma preferisce attendere opportunità per acquisire ottime aziende a prezzi sensati. Tuttavia, l’attuale accumulo è così significativo da sollevare una domanda cruciale negli investitori: Buffett sta forse anticipando un nuovo crollo di mercato?
Il contesto globale: segni di prudenza ovunque
Per provare a rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente fare un passo indietro e guardare il tutto da una prospettiva più ampia. Warren infatti non è l’unico mega-investitore ad aver adottato un approccio conservativo. Dal 2023 molti nomi illustri hanno venduto quote importanti delle loro aziende:
Jeff Bezos (Amazon) ha ceduto 50 milioni di azioni;
Mark Zuckerberg (Meta) ha seguito una strategia simile;
Jamie Dimon, CEO di JP Morgan, ha ridotto significativamente la propria esposizione.
Nel frattempo, i mercati sembrano in festa e indici come l’S&P 500 o Bitcoin, l’oro e altri asset sono in trend positivo, creando euforia tra i piccoli investitori. Ma questo contrasto tra la prudenza dei grandi e l’entusiasmo degli altri potrebbe essere un campanello d’allarme. Diamo un’occhiata ai numeri.
Un mercato sopravvalutato?
Diversi indicatori suggeriscono che il mercato azionario potrebbe trovarsi in una fase di sopravvalutazione:
Il Rapporto prezzo-utili (P/E ratio) dell’S&P 500 è attualmente vicino ai massimi storici raggiunti durante la bolla delle dot-com del 2000 indicando una fase di “sopravvalutazione”. Livelli così elevati sono spesso seguiti da correzioni significative com’è possibile vedere dal grafico qui sotto.
Inoltre guardando lo storico degli ultimi 25 anni di S&P 500, vedremo chiaramente il boom attuale che stiamo vivendo. Come per ogni boom, segue in genere una fase di contrazione (come visibile qui sotto), questo è assolutamente naturale. La domanda quindi non è se ci sarà o meno contrazione, ma piuttosto quando e quanto profonda.
Chiaramente questi grafici hanno un valore di massima, ma non possono (e né dovrebbero) essere usati come strumento di “previsione” dell’andamento in un prossimo futuro. Come dico sempre, e non mi stancherò mai di farlo, NESSUNO può prevedere i mercati. Si può guardando al passato, avere un’idea di come sviluppi il mercato, ma ciò non è assolutamente indice di movimenti futuri.
Puntualizzato questo, anche nomi importanti nel panorama finanziario come Goldman Sachs e Vanguard prevedono un drastico calo dei rendimenti azionari dell’S&P 500, che potrebbero nel prossimo decennio scendere dal 13% annualizzato ad un modesto 3%. Questo senza dubbio rappresenta un rischio importante per gli investitori passivi che puntano sugli ETF piuttosto che sulla scelta diretta di azioni, come strumento di protezione contro l’inflazione e di guadagno nel lungo termine.
Anche il famoso Buffett Indicator, che misura il rapporto tra la capitalizzazione del mercato azionario e il PIL, suggerisce che il mercato americano potrebbe essere sopravvalutato.
Le Magnifiche Sette e la centralizzazione del mercato
Un altro fenomeno degno di nota è la crescente centralizzazione del mercato nelle mani di poche grandi aziende, note come le Magnifiche Sette:
Apple
Microsoft
Alphabet (Google)
Amazon
Meta (Facebook)
Tesla
Nvidia
Queste sette aziende da sole rappresentano un peso ingente nell’S&P 500. Con capitalizzazioni che superano i trilioni di dollari, dominano il mercato globale, rendendo gli indici vulnerabili a eventuali cali delle loro performance. Com’è visibile dalla foto qui sotto, queste top aziende possiedono una capitalizzazione di mercato enorme, e sono seconde solo all’oro, attualmente l’asset più capitalizzato al mondo.
C’è però da notare che nonostante i loro prezzi siano per molti investitori “troppo elevati”, probabilmente le tech company giocheranno un ruolo chiave nel governo Trump. Infatti il presidente USA fin da subito si è circondato dei colossi della Silicon Valley con l’obiettivo (che si legge tra le righe) di dominare la scena globale. “Make America Great Again”, questo è il gioco.
Questa connessione è già stata evidente durante la cerimonia di insediamento del 20 Gennaio 2025, a cui hanno presenziato in prima fila Elon Musk il CEO di Tesla, Mark Zuckerberg il CEO di Meta, Jeff Bezos il CEO Amazon, Sundar Pichai CEO di Alphabet (Google), Sam Altman il CEO di Open AI (chat gpt), Tim Cook CEO di Apple e molti altri grossi imprenditori non solo del mondo tradizionale, ma anche del mondo crypto come Brian Armstrong il CEO di Coinbase.
Insomma direi che è evidente la direzione che potrebbe prendere il mercato nei prossimi dieci anni, e anche se ci fosse una recessione o comunque un calo nel breve-medio termine, ciò non toglie che lo scenario sul lungo termine potrebbe rivelare grandi sorprese.
Per non parlare dell’eventuale riserva USA in Bitcoin, ancora una volta mondo tech e ancora una volta un potenziale incredibile. Al momento della stesura di questo articolo Bitcoin è scambiato a circa $104k, ma se effettivamente quanto promesso da Trump fosse effettuato, i prossimi cinque anni potrebbero rivelarsi la più grande opportunità finanziaria degli ultimi 100 anni almeno (ma di questo ne parleremo nel dettaglio in un altro articolo).

Cosa sta preparando Buffett?
Tornando al protagonista di questo articolo, Buffett, la sua enorme liquidità potrebbe suggerire che stia aspettando il momento giusto per un nuovo ciclo di investimenti. Se si verificasse una correzione o un crollo, Berkshire Hathaway potrebbe sfruttare l’occasione per acquistare aziende di valore a prezzi ribassati, come già fatto in passato.
Personalmente comunque non leggo nell’azione di Buffet una preparazione ad un disastroso crollo, semplicemente perché come ha sempre riferito lui stesso, non fa “trading” ma piuttosto sceglie business solidi su cui puntare. Ecco che in questo momento ha magari preferito prendere qualche profitto qua e là e prepararsi ad investire in business che si dimostreranno più di suo interesse.
In questa fase non sta difatti solo scaricando posizioni, ma ha anche accumulato titoli come Occidental Petroleum, VeriSign e Sirius XM e questo dovrebbe farci pensare a quale direzione punti il caro vecchio Warren in questa fase. Queste tre aziende non hanno fatto performance eclatanti nell’ultimo anno ma si presentano come business interessanti.
Occidental Petroleum dopo un calo piuttosto profondo, verso fine anno si è ripresa ed ora si trova ad un -5% circa. Berkshire Hathaway ha acquistato circa 8,9 milioni di azioni per circa 405 milioni di dollari, portando la sua partecipazione a oltre il 28%. Questa decisione indica la fiducia di Buffett nella stabilità o nell'aumento futuro dei prezzi del petrolio e nel potenziale di flusso di cassa libero dell'azienda.
VeriSign dopo un calo profondo del 17%, si trova attualmente in positivo di un 6% circa. Berkshire ha acquistato 234.000 azioni per circa 45 milioni di dollari, portando la sua partecipazione a oltre il 13%. VeriSign gestisce i registri dei domini .com e .net, offrendo un modello di business stabile e attuale nell’era Internet e soprattutto con entrate ricorrenti, caratteristica che attrae Buffett.
E infine Sirius XM che si trova ad un modesto 2% circa. In questo caso Berkshire ha acquisito circa 5 milioni di azioni per 113 milioni di dollari, aumentando la sua partecipazione al 35%. Nonostante il calo delle azioni di Sirius XM di oltre il 60%, Buffett vede valore nell'azienda, probabilmente a causa del suo flusso di cassa costante e della base di abbonati fedeli.
Questo la dice lunga su cosa stia tenendo d’occhio Buffet e dovrebbe farci notare che è comunque possibile trovare potenziali buoni affari anche in mercati estremamente bull. Personalmente in campo azionario, mi sto ancora limitando ad accumulare le aziende che per me hanno un senso e un potenziale futuro.
Mi posiziono con i miei PAC mensili gratuiti su Trade Republic, mentre tengo parallelamente parcheggiata la liquidità con un interesse attuale del 3%, in attesa di utilizzarla per coprire eventuali cali più pesanti. Quindi per ora sono estremamente paziente in attesa di opportunità migliori, ma al contempo attivo con il mio accumulo.
Conclusione: cosa possiamo imparare
L’approccio di Buffett ci ricorda che investire non è solo una questione di euforia o di inseguire i rialzi, ma è un'arte che richiede disciplina, analisi e la capacità di andare controcorrente. Mentre il futuro dei mercati resta incerto, una cosa è chiara: chi sarà preparato a cogliere le opportunità nei momenti difficili avrà un vantaggio significativo in futuro.
Mai come prima d’ora le parole di Buffet sono utili: “Sii timoroso quando gli altri sono avidi e avido quando gli altri sono timorosi”.
Ps. Se ti fossi perso il video in cui analizzo la situazione, lo trovi qui










